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Un governo clinico condiviso per un servizio sanitario più efficiente

Razionalizzazione della spesa, trasformazioni nella Medicina e nella Sanità e Responsabilità del Medico: a L’Aquila si disegnerà un nuovo percorso nella tutela della Salute. Quali anticipazioni può dare ai lettori del nostro Portale?


Sono necessarie una maggiore autonomia e responsabilità del Medico. La maggiore autonomia si può ottenere diminuendo i carichi burocratici e allentando i vincoli di rispetto della spesa. Ma, soprattutto, fissando dei budget che siano strettamente correlati alle esigenze di salute dei cittadini.
Vanno individuati e fissati dei percorsi terapeutici condivisi e ufficiali, che evitino gli sprechi. Va investito di più sulla prevenzione. Ma, innanzitutto, vanno individuate delle commissioni per l’appropriatezza delle prescrizioni: e tali commissioni devono essere governate dalla classe medica. Questo intervento produrrebbe, a cascata, una serie di ricadute positive, tra cui la riduzione delle liste di attesa. È necessario, infatti, rendere più efficienti i percorsi che i cittadini devono compiere quando hanno bisogno di prescrizioni o dell’erogazione di servizi sanitari.
Un governo clinico più efficace va, insomma, discusso e condiviso tra la classe medica, quella amministrativa e quella politica.     


Si parla tanto, in questo ultimo periodo, di nuove disuguaglianze sociali: come si configurano, rispetto al passato? Quali sono, in sostanza, e con quali strumenti si superano?


Innanzitutto, preciserei che più che di disuguaglianze sociali si tratta di disuguaglianze territoriali, tra regioni “ricche” e regioni “povere”. Secondo le zone, abbiamo, infatti, realtà diverse, caratterizzate da minori o maggiori efficienze nei percorsi terapeutici.
Oggi come oggi, si configura la possibilità di avere tanti e variegati Sistemi Sanitari. Questo fenomeno non si combatte solo con i LEA – i Livelli Essenziali di Assistenza – ma con un’uniformità di organizzazione e comportamento politico sul territorio nazionale.


Può spiegarci più nel dettaglio gli interventi necessari?


In particolare, mi riferisco alla riconversione dei piccoli ospedali; al potenziamento della medicina territoriale; e, soprattutto, al rapporto tra pubblico e privato.
Il privato deve, a mio avviso, essere un Sistema integrato con il SSN: va, cioè, utilizzato in suo aiuto, e non in sostituzione. Va, inoltre, regolamentato come numero di strutture, in rapporto alle dimensioni e alle esigenze di salute della popolazione.

Autore: Redazione FNOMCeO

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