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Un medico e tre infermieri arrestati in Turchia, la FNOMCeO chiede l’intervento di Moavero perché faccia chiarezza

Nuovi arresti di professionisti sanitari in Turchia: un medico, Nesim Sayın, e tre infermieri sono stati fermati e sono detenuti nella Prigione di Şırnak dopo un raid nelle loro abitazioni avvenuto all’inizio del mese per aver prestato, nel 2015, soccorso, in orario di coprifuoco, a un ragazzo di dodici anni rimasto ferito. L’accusa è quella di supporto ad attività terroristica.  A dare ora la notizia, Frank Ulrich Montgomery, Chair della World Medical  Association (WMA) e presidente del CPME, il Comitato permanente dei Medici europei – due associazioni internazionali di medici – che ha scritto al presidente Erdoğan per condannare quello che definisce un “brutale arresto”.

“Ci associamo alla ferma censura della WMAe della CPME –afferma il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli –. Se è vero che questi colleghi sono stati imprigionati solo per aver prestato soccorso, quindi per aver compiuto il loro dovere, seppur in un orario ‘non permesso’, ciò è per noi inaccettabile. Doveri del medico sono infatti la tutela della vita, della salute psico-fisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera. E questo è un precetto presente in tutti i Codici di Deontologia medica, speculare ai diritti universali alla vita e alla salute”.

“Chiediamo pertanto l’intervento del Ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi perché faccia luce sulla vicenda e chiarezza sulla situazione di questi nostri colleghi, fornendoci notizie quanto più possibili certe” continua il presidente FNOMCeO.

“Se dovesse essere confermato che le accuse rivolte contro di loro nascono solo dall’aver curato un ragazzo, ci appelleremo alla divisione delle Nazioni Unite per i diritti umani – conclude – perché inviti la Turchia a garantire il diritto alla salute dei suoi cittadini e ai medici e agli altri operatori sanitari la libertà di curare senza restrizioni e in deroga a coprifuochi e altri divieti”.
Non è la prima volta che in Turchia medici e infermieri – così come giornalisti, professori, scrittori – vengono imprigionati.  Aveva suscitato scalpore, nel gennaio dello scorso anno, l’arresto del presidente e dei componenti del board della Turkish Medical Association (TMA), l’omologo del nostro Ordine dei Medici, per aver condannato la guerra.
“Questo atto va ben oltre la censura, ben oltre il limite della libertà di espressione: è come se si fosse voluto annientare il significato stesso dell’essere medico e l’essenza dell’Ordine. È come se il Governo turco avesse imprigionato tutti i medici del mondo” aveva affermato, allora, Anelli.

In allegato la lettera del Presidente Anelli al Ministro Moavero e il comunicato del CPME.

Ufficio Stampa e Informazione FNOMCeO
informazione@fnomceo.it
20/08/2019

Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO

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