Un ricordo di Leonardo Ancona

Il primo settembre scorso se ne è andato Leonardo Ancona, uno degli psichiatri e psicoanalisti più significativi del panorama italiano.
Laureato in medicina e specializzato in neuropsichiatria all’Università di Milano, fu discepolo e poi collaboratore di padre Agostino Gemelli, che sostituì nel 1958 alla cattedra presso l’Università Cattolica di Milano. Nel 1965 fu trasferito alla sede romana dell’Università, dove fu professore Ordinario di Psicologia, poi di Psicologia Clinica e infine di Clinica Psichiatrica, sino al 1992.
Nel 1975 diventò membro della Società Italiana di Psicoanalisi nel 1975. Nel 1977 fu nominato membro della Royal Academy of Psychiatrist di Londra.


Si è occupato di psicologia sperimentale, con un’attenzione particolare alle dinamiche di percezione, apprendimento e pensiero, e di psicologia sociale. Nell’ambito della psichiatria, ha dato importanti contributi allo studio di depressione e schizofrenia; nel campo della psicoanalisi, le sue ricerche si sono orientate alle malattie psicosomatiche.


“Con la scomparsa di Leonardo Ancona la Medicina italiana perde una delle più rilevanti figure di scienziato e di psichiatra – dichiara Amedeo Bianco, presidente FNOMCeO. – La Federazione si è avvalsa della sua esperienza in numerosi convegni, ascoltando il suo invito all’integrazione tra medicina e psicologia, nei due passaggi fondamentali della guarigione: l’evidenziare le cause della  malattia, e il cum-patire, lo stare vicino al malato che soffre”.


Riportiamo di seguito un breve ricordo di Ancona tracciato da Maurizio Mottola, componente della Commissione della FNOMCeO per i problemi della psicologia e psicoterapia.


“Ho conosciuto Leonardo Ancona nel triennio in cui ha svolto il mandato di Presidente della Commissione del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (MIUR) per la valutazione dell’idoneità delle scuole di formazione in psicoterapia (insediata il 3 febbraio 2003, aveva svolto i suoi lavori fino al 24 novembre 2005). E’ stato una delle rare figure di persona in cui si armonizzavano grossa preparazione e competenza, capacità di contatto empatico ed atteggiamenti e comportamenti spontaneamente gentili. Ho sempre apprezzato la sua concezione di compenetrazione tra medicina e psicologia quale anello di congiunzione per la possibile integrazione tra corpo e mente”.

Autore: Redazione FNOMCeO

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