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Violenza contro gli operatori sanitari: quali soluzioni. L’approfondimento sul “Notiziario”, la rivista dell’Omceo di Bari

Il numero di aprile del Notiziario, la rivista dell’Ordine dei medici e chirurghi della Provincia di Bari, ha dedicato uno dei suoi approfondimenti a una delle emergenze più gravi che sta attualmente affrontando il mondo della sanità: la violenza contro gli operatori sanitari. Un problema da affrontare, secondo il Presidente della Fnomceo Filippo Anelli, attraverso un approccio sistemico, che si è concretizzato nell’istituzione – proposta dallo stesso Presidente – dell’Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza ai danni degli operatori sanitari, annunciata dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin il 23 febbraio scorso.

Risale proprio a poche ore fa l’ultimo episodio di violenza contro un operatore sanitario. La vittima è un infermiere di Palermo, aggredito stanotte al Pronto soccorso dell’Ospedale Cervello e sulla cui vicenda interverrà il Presidente Anelli, ospite di Sky Tg 24, a partire dalle 10.30 di oggi.

L’Osservatorio – che si è insediato il 13 marzo scorso e il cui fine è quello di registrare e analizzare i casi di aggressione e di proporre soluzioni per la tutela della sicurezza degli operatori – è presieduto dal Ministro della Salute e composto dal comandante dei Carabinieri del Nas, il coordinatore degli assessori alla sanità regionali, i presidenti delle Federazioni degli Ordini dei medici chirurgi e degli odontoiatri, degli infermieri, dei veterinari, dei farmacisti, degli ostetrici, dal direttore generale dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali e dai direttori generali della Prevenzione, della Programmazione, delle Professioni sanitarie e della Sanità veterinaria del ministero.

La Fnomceo ha portato all’attenzione dell’Osservatorio i dati dell’Inail sulla violenza sui luoghi di lavoro: dei 4000 casi di violenza registrati in un anno nel nostro Paese, più di 1200 riguardano operatori sanitari e all’interno di questo 30%, il 70% è contro professioniste donne, soprattutto medici della guardia medica. “Una carneficina silenziosa, che spesso rimane nascosta, per vergogna, per pudore di una denuncia che scoperchierebbe il vaso di Pandora delle inadeguatezze strutturali, perché quasi messa in conto come componente del rischio professionale”, ha osservato Anelli.

“Abbiamo un grandissimo problema di dignità del lavoro, del valore del lavoro, al di là del salario, che riguarda anche il prestigio e l’autorevolezza: il medico viene aggredito perché si pensa che debba darti la diagnosi che ti aspetti”, ha dichiarato il Ministro Lorenzin. “Ci troviamo di fronte a un problema culturale, che non investe solo l’ambito sanitario. Bisogna rimettere in campo una serie di regole per ricostruire un sistema di alleanze e di convivenza civile. Voi medici siete classe dirigente, siete influencer, ognuno di voi parla con migliaia di pazienti, quindi avete un ruolo nel ricostruire quel filo che lega la società”.

Autore: Redazione

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