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OMCeO Venezia. Aggressione al Pronto Soccorso di Chioggia. La condanna del presidente Leoni: “Violenza odiosa contro chi salva vite ogni giorno”

«Una violenza gratuita e ingiustificata, un gesto che diventa ancora più odioso perché rivolto contro chi dedica ogni giorno la propria vita a salvare quella degli altri in un reparto di emergenza-urgenza». Il presidente dell’OMCeO veneziano e vice nazionale Giovanni Leoni condanna con decisione e fermezza l’ultimo episodio di aggressione al personale sanitario avvenuto ieri al Pronto Soccorso di Chioggia da parte di un paziente preso in carico per un dolore addominale e di una familiare che lo accompagnava.

«A nome mio, del Consiglio direttivo e dell’Ordine tutto – prosegue il presidente – esprimo la massima solidarietà e vicinanza alle vittime, al Direttore Generale Massimo Zuin e a tutto il personale dell’Ulss 3 Serenissima. Auguriamo al medico, agli operatori del SUEM e all’infermiera coinvolti di riuscire a riprendersi presto dallo shock subito e di poter tornare presto al loro lavoro».

«Il nostro territorio purtroppo – aggiunge il dottor Leoni non è immune a questo fenomeno che non accenna a diminuire. Il personale sanitario svolge un lavoro prezioso e fondamentale per la salute di tutti, ma non può vivere nella paura: deve essere messo in condizione di lavorare in qualsiasi contesto in serenità e sicurezza. Gli strumenti, anche di legge, ormai ci sono: vanno messe in atto tutte le misure di prevenzione possibili, a partire dalla revisione dei protocolli di sicurezza, dalla videosorveglianza e dalla certezza della pena».

Una violenza inaccettabile quella rivolta contro chi è sempre in prima linea nell’assistenza. «Questa violenza, che colpisce professionisti già stremati dalla carenza di organico e dai carichi di lavoro – conclude il presidente Leoni ti devasta dentro, crea dolore, sconforto, frustrazione, incredulità. Oltre agli strumenti di protezione per prevenire le aggressioni, allora, dobbiamo lavorare tutti insieme per una grande rivoluzione culturale: i cittadini devono capire che il nemico è la malattia e non il medico, che medici e pazienti sono entrambi vittime del disagio dovuto ai malfunzionamenti del sistema. Il rischio, altrimenti, è che i camici bianchi abbandonino in massa la sanità pubblica, con un conseguente collasso dei servizi essenziali. Un rischio che non possiamo correre: per questo serve la collaborazione di tutti».

Ufficio Stampa OMCeO Venezia

Autore: Redazione

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