Sanità e strutture, Amato: “Modernizzare significa anche umanizzare le cure”

Advanced Executive Program: il confronto a porte chiuse al Centro Studi Americani di Roma.


Roma, 11 giugno 2026 – “Il futuro della sanità non si costruisce solo con nuove tecnologie o con edifici più moderni, ma con una cultura organizzativa capace di tenere insieme sicurezza, competenza, relazione e responsabilità. La riqualificazione delle strutture sanitarie deve andare di pari passo con la tutela dei professionisti perché non può esserci una vera umanizzazione delle cure se medici e sanitari lavorano in condizioni di sofferenza, sovraccarico o isolamento. Innovazione digitale, medicina territoriale, ambienti più sicuri e benessere organizzativo devono diventare parti dello stesso progetto: difendere il diritto alla salute e rafforzare il Ssn”. Lo ha detto il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo Toti Amato, delegato dalla Federazione nazionale FNOMCeO, intervenendo a Roma all’Advanced executive program – Norme, riqualificazione e umanizzazione delle strutture sanitarie”, promosso dagli intergruppi parlamentari “Sanità e Ripresa” e “Progetto Italia”, che si è svolto il 10 giugno al Centro Studi Americani.

Il confronto, organizzato in modalità tavola rotonda a porte chiuse, ha riunito rappresentanti del parlamento, del ministero della Salute, del Consiglio di Stato, dell’Istituto superiore di sanità (Iss), del mondo accademico, delle aziende sanitarie, delle professioni, dell’industria e dell’innovazione tecnologica. Presenti tra gli altri, anche l’onorevole Erica Mazzetti presidente dell’Intergruppo parlamentare Progetto Italia, Don Marco Belladelli, presidente della pontificia commissione per le attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa, il professor Ugo Luigi Aparo, referente sanitario del gruppo Mlc e il prof. Alberto Firenze, direttore generale ASP Palermo.

Dal dibattito è emersa una visione condivisa: la sanità del futuro deve tenere insieme diritto alla salute, qualità dell’organizzazione, integrazione tra ospedale e territorio, sicurezza delle infrastrutture, sostenibilità dei servizi e centralità della persona. Un modello che richiede una governance forte e trasparente, capace di accompagnare il cambiamento senza indebolire la funzione pubblica del Ssn.

Tra i punti affrontati anche il rapporto tra pubblico e privato. È stata richiamata la necessità di evitare che l’esternalizzazione dei servizi diventi un modello ordinario di gestione. Il ricorso a soluzioni esterne può rappresentare uno strumento temporaneo per garantire la continuità assistenziale in situazioni di grave carenza di personale o di emergenza, ma deve restare motivato, controllabile e orientato al progressivo rafforzamento delle risorse interne.

Ampio spazio è stato dedicato all’umanizzazione delle cure, intesa non come iniziativa episodica, ma come criterio organizzativo: ascolto del paziente, qualità della relazione, rispetto della dignità della persona, prossimità dei servizi e presa in carico globale dei bisogni, con particolare attenzione ad anziani, malati cronici, persone fragili e cittadini che vivono in aree periferiche o svantaggiate.
L’incontro ha richiamato infine il ruolo della formazione multidisciplinare, indispensabile per integrare competenze cliniche, organizzative, tecnologiche e umanistiche. Una sfida che riguarda la sostenibilità del sistema, ma anche la qualità concreta dell’assistenza offerta ogni giorno ai cittadini.

Ufficio Stampa OMCeO Palermo

Autore: Redazione

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