La collaborazione professionale all’interno di uno studio odontoiatrico non si trasforma automaticamente in lavoro subordinato. Respinta la domanda di accertamento della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato proposta da un odontoiatra nei confronti del titolare di studio odontoiatrico, per il periodo ottobre 2013 – ottobre 2015, rilevando che il quadro probatorio acquisito (di fonte testimoniale e documentale) non era sufficiente a dimostrare la sottoposizione del lavoratore, odontoiatra, al potere di controllo, organizzativo, direttivo e disciplinare del supposto datore di lavoro. La Corte territoriale ha correttamente individuato ed analizzato i parametri normativi del lavoro subordinato ed autonomo e gli elementi indiziari, dotati di efficacia probatoria sussidiaria ai fini della qualificazione giuridica del rapporto di lavoro, e ha rilevato sia delle carenze con riferimento agli aspetti concernenti l’esercizio di un potere gerarchico, di controllo e disciplinare (mancanza di giustificazioni per assenze o ritardi o di sanzioni disciplinari; mero controllo sulla bontà della prestazione effettuata al paziente) sia con riguardo agli indici sintomatici della subordinazione nell’ambito (ritenuto, per giurisprudenza consolidata, più attenuato) delle prestazioni intellettuali.
