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Il presidente nazionale CAO Andrea Senna al 33° Congresso AIO: “Dietro ogni paziente c’è una persona”

Nel suo intervento al 33° Congresso Nazionale AIO in corso a Lecce, il presidente nazionale della Commissione Albo Odontoiatri Andrea Senna, rivolgendo il saluto ai partecipanti, ha ringraziato il presidente AIO Vincenzo Musella e la segretaria culturale Mariagiovanna Cotugno per l’invito e complimentandosi per il tema scelto per l’edizione 2026: “Non esistono pazienti difficili, solo sfide speciali: dalla conservativa all’implantoprotesi passando attraverso la farmacologia”.

Un titolo che, secondo il presidente Senna, coglie perfettamente l’essenza dell’odontoiatria moderna, chiamata oggi a superare una visione limitata alla sola prestazione tecnica per abbracciare un approccio globale alla persona. Il paziente che si siede alla poltrona non è soltanto una bocca da curare, ma una persona con una storia clinica, condizioni di salute generali, terapie farmacologiche, fragilità, aspettative e timori che il professionista deve saper comprendere e accogliere.

Particolare attenzione è stata dedicata ai pazienti con bisogni speciali: bambini con disabilità, anziani fragili, persone affette da patologie neurodegenerative o da condizioni che rendono più complesso il percorso di cura. Situazioni nelle quali la preparazione clinica e specialistica è indispensabile, ma da sola non basta. Serve la capacità di lavorare in équipe, dialogare con altre professionalità sanitarie e costruire percorsi terapeutici realmente personalizzati, mettendo sempre al centro la persona e non la patologia.

Nel suo intervento Senna ha anche sottolineato come l’evoluzione tecnologica stia offrendo all’odontoiatria opportunità straordinarie. Diagnostica digitale, nuovi strumenti e intelligenza artificiale rappresentano un supporto sempre più importante per il lavoro quotidiano del professionista. Tuttavia, ha ricordato, nessuna tecnologia potrà mai sostituire il valore della relazione umana.

Un algoritmo può elaborare dati e suggerire soluzioni, ma non può cogliere una preoccupazione nascosta dietro un silenzio, rassicurare un paziente impaurito o trasmettere fiducia nei momenti più difficili. Per questo, ha affermato Senna, l’empatia non è un elemento accessorio della professione, bensì una componente essenziale dell’atto clinico, capace di trasformare una corretta prestazione sanitaria in una vera presa in carico della persona.

Rivolgendosi in particolare ai giovani odontoiatri, il presidente nazionale CAO ha richiamato il celebre insegnamento attribuito a San Francesco d’Assisi: chi lavora con le mani è un operaio, chi lavora con le mani e con la testa è un artigiano, ma chi lavora con le mani, con la testa e con il cuore è un artista. Un invito a non perdere mai quella dimensione umana che rappresenta uno dei valori più alti della professione.

Nel concludere il proprio intervento, il presidente Senna ha ricordato che la vera eccellenza professionale non consiste soltanto nel saper fare bene una terapia, ma nel saperla mettere al servizio di qualcuno. Perché dietro ogni diagnosi, dietro ogni piano di trattamento e dietro ogni cartella clinica c’è sempre una persona, con la sua dignità, la sua storia e il suo bisogno di essere ascoltata e accompagnata nel percorso di cura. Una visione che coniuga competenza, innovazione e umanità e che rappresenta la sfida più importante per l’odontoiatria del futuro.

Autore: Redazione

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