Integra il delitto di concussione la condotta del medico ospedaliero in posizione apicale che induca il paziente a sottoporsi ad un intervento chirurgico presso una clinica privata dove lo stesso medico opera, rappresentando ai parenti della persona offesa che i tempi di attesa sarebbero stati di una settimana. L’imputato, strumentalizzando la propria posizione di preminenza, ha esercitato un’apprezzabile opera di pressione morale sui pazienti, alludendo, talora in maniera implicita e altre volte in modo più esplicito, al possibile aumento del rischio per la salute o, comunque, ad una lunga e dolorosa attesa, qualora l’intervento chirurgico fosse stato procrastinato, e li ha spinti ad aderire alla sua proposta e ad essere operati il giorno successivo, o comunque in tempi brevissimi, presso la clinica privata.
