Cure palliative in ambito pediatrico: la FNOMCeO in audizione alla Camera

FNOMCeO
Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici
Chirurghi e degli Odontoiatri

Investire sulla formazione, sulla comunicazione, sull’implementazione delle cure e dei servizi, con l’obiettivo di determinare un livello di omogeneità qualitativo e quantitativo su tutto il territorio nazionale: sono questi gli interventi che la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) ritiene urgenti e necessari per migliorare l’accesso degli italiani alle cure palliative e alla terapia del dolore, soprattutto in ambito pediatrico, e dare così piena attuazione alla Legge 38/2010.

Ad affermarlo, questo pomeriggio alle 14,50, in Audizione di fronte alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, Fulvio Borromei, componente del Comitato Centrale della Fnomceo e medico palliativista, ascoltato in rappresentanza della Federazione insieme al Direttore Generale, Enrico De Pascale, nell’ambito dell’“Indagine conoscitiva sull’attuazione della Legge 15 marzo 2010, n. 38, in materia di accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, con particolare riferimento all’ambito pediatrico”.

Sono circa 30mila i bambini che ogni anno, in Italia, abbisognano di cure palliative. Tra gli adulti, 500 persone ogni centomila necessitano di queste peculiari cure: di questi, il 40% è affetto da patologia neoplastica, il 60% da patologia non oncologica.

Questi grandi numeri – si legge nel testo depositato – ci debbono far riflettere su come bisognerebbe affrontare in maniera appropriata la problematica. Dobbiamo favorire e stimolare innanzitutto la diffusione del concetto del prendersi cura, dando anche la massima applicazione dell’art 4 della legge 38/2010 inerente alle campagne di informazione. In questo senso sarebbe opportuno promuovere l’accesso alle cure palliative anche attraverso campagne informative e formative rivolte ai medici”.

“Anche la formazione, sia pre laurea che post laurea, è presupposto importante per un appropriato approccio terapeutico e di cura – continua il Documento –Tutte le società scientifiche, le associazioni professionali e l’università dovrebbero essere coinvolte in questo obiettivo di formare per diffondere ed applicare la Legge 38/2010. Inoltre, i Master in questa disciplina dovrebbero avere un riconoscimento maggiore ai fini dell’esercizio professionale”.

Necessario, per la migliore applicazione della Legge, anche un coinvolgimento più marcato e attivo dei Medici di medicina generale e dei Pediatri di libera scelta, il cui ruolo va ridiscusso e contestualizzato con le loro organizzazioni sindacali, le società scientifiche e la  stessa FNOMCeO.

Se affermiamo che il principale luogo di fine vita dovrebbe essere il domicilio ed in particolare vale per il bambino, non possiamo esimerci da una rimodulazione della strategia applicativa – afferma Borromei -. Realizzare inoltre un ospedale senza dolore attraverso progetti obiettivo specifici, coinvolgendo i medici ospedalieri completa il percorso”.

“Presupposto generale, ma importante – conclude – è che i compiti che vengono attribuiti al medico in ogni suo ambito lavorativo professionale debbano essere tutelati nel loro tempo clinico, di cura e di ascolto, depurandoli da tutte quelle lacinie che lo soffocano e lo denaturano. È importante anche realizzare un habitat lavorativo appropriato per lo svolgimento professionale”.

 Ufficio Stampa Fnomceo
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24/10/ 2018 

Photo credits Flickr/Camera dei deputati

Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO

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