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Giornata vittime lavoro, Anelli (FNOMCeO): “Sicurezza sul lavoro è un diritto, per gli operatori sanitari è anche una garanzia per il cittadino”

“Lo abbiamo detto, lo ribadiamo: la sicurezza dei lavoratori è un diritto, non una concessione. Nel caso degli operatori sanitari, tale diritto è anche presupposto e garanzia di un altro diritto fondamentale, quello alla salute degli individui e della collettività”.

Così il Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), Filippo Anelli, si esprime in occasione della Settantesima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Giornata che, quest’anno, con la pandemia di Covid-19, assume un significato particolare: come ha ricordato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ringraziando i medici e tutti gli operatori sanitari, è questo l’ambito in cui si collocano un terzo degli infortuni con esiti mortali denunciati all’Inail nel primo semestre di quest’anno.

“Sono almeno 178 i medici che hanno perso la vita, cui si aggiungono i colleghi deceduti successivamente a causa dei danni collaterali della malattia – ricorda Anelli -. I loro nomi saranno incisi su una stele, che sarà posta nel giardino della sede della FNOMCeO. Mentre domenica prossima, a Duno, in provincia di Varese, nella chiesa con il sacrario, unico in Italia, che ricorda i medici caduti sul lavoro, ci sarà una celebrazione e un’analoga stele sarà scoperta. Il nome di Roberto Stella, primo medico a perdere la vita, l’11 marzo scorso, e già curatore del sacrario, sarà inciso anche nei marmi della chiesa”.

“Siamo stati chiamati eroi, per avere affrontato il virus ‘a mani nude’ quando i dispositivi individuali di protezione non si trovavano; per aver sacrificato la salute – e anche la vita – pur di tener fede ai principi del nostro Giuramento – continua Anelli -. Siamo stati definiti da Papa Francesco “i santi della porta accanto”. È in questo senso che noi vogliamo continuare a essere eroi: eroi silenziosi che svolgono con coraggio e dedizione il loro dovere, quello di curare”.

“Mai più vogliamo che l’eroismo si traduca in un martirio ingiustificato, perché prevenibile. Non è etico, non è degno di un paese civile – auspica -. Non è neppure efficace in un’ottica di sicurezza delle cure che, come ribadito dall’Organizzazione mondiale della Sanità, non può prescindere dalla sicurezza degli operatori”.

“Ringraziamo quindi il Ministro della Salute, Roberto Speranza, il Commissario Straordinario Domenico Arcuri, e tutto il Governo, per aver recepito le nostre istanze nel senso di una maggiore sicurezza – conclude -. Per aver coinvolto gli Ordini nella distribuzione dei Dpi, per aver stretto l’accordo per l’acquisto di mascherine a prezzo calmierato, per il provvedimento che impegna a dotare, in via proritaria, gli operatori delle protezioni adeguate, per la Legge contro la violenza. Li ringraziamo, soprattutto, per aver compreso che tali istanze non erano rivendicazioni, seppur legittime, di una categoria, ma erano a garanzia del bene comune, in ottemperanza al ruolo degli Ordini, enti sussidiari cui lo Stato delega la tutela del diritto alla salute”.

 

Ufficio Stampa e Informazione FNOMCeO
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11/10/2020

Autore: Ufficio Legale FNOMCeO

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