“Le procedure possono essere semplificate, le garanzie per i pazienti devono restare. Confermato il ruolo degli Ordini nella tutela della salute.”
“La verifica sostanziale della preparazione di chi è chiamato a curare i cittadini è una garanzia irrinunciabile. Anche il TAR Molise conferma un principio che sosteniamo da sempre: si possono semplificare le procedure per consentire ai medici con titoli conseguiti all’estero di lavorare nel nostro Servizio sanitario nazionale, ma occorre accertare concretamente la loro formazione e le loro competenze. È una vittoria per la sicurezza delle cure e per il diritto alla salute”.
Così il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, la FNOMCeO, Filippo Anelli, commenta la sentenza n. 420, pubblicata il 14 ottobre, con la quale il TAR Molise ha accolto, nei limiti indicati nella motivazione, il ricorso presentato dalla Federazione insieme agli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Campobasso e di Isernia.
Al centro della decisione, la disciplina regionale per l’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie sulla base di titoli conseguiti all’estero e non ancora riconosciuti dal Ministero della Salute. Il Tribunale ha chiarito che la deroga prevista dalla normativa nazionale riguarda gli aspetti procedurali del riconoscimento, mentre restano ferme le garanzie sostanziali necessarie ad accertare la competenza dei professionisti.
Secondo i giudici, la Regione Molise ha omesso di definire i contenuti minimi e le modalità delle verifiche sulla congruità del percorso formativo, prevedendole inoltre come soltanto eventuali anziché obbligatorie. Una lacuna che neppure gli avvisi dell’Azienda sanitaria regionale hanno colmato: acquisire i documenti e valutare i titoli ai fini di una graduatoria non garantisce, di per sé, una verifica sostanziale della preparazione.
“La Regione Molise ha introdotto una disciplina alternativa a quella dettata dal legislatore nazionale, che oblitera in concreto la verifica sostanziale delle competenze dei professionisti con qualifiche conseguite all’estero”, si legge nella sentenza.
Il TAR ha quindi annullato parzialmente i provvedimenti impugnati, limitatamente agli effetti della proroga dal 31 dicembre 2027 al 31 dicembre 2029. Per consentire l’esercizio professionale nel periodo oggetto della proroga, l’Amministrazione regionale dovrà colmare queste lacune, disciplinando adeguate verifiche dei percorsi formativi.
“La carenza di personale – osserva Anelli – richiede risposte strutturali e investimenti sui professionisti. Ogni intervento per assicurare medici ai servizi deve garantire, insieme, la qualità dell’assistenza. Chi si affida al Servizio sanitario nazionale ha diritto a essere curato da professionisti la cui preparazione sia stata effettivamente verificata, ovunque abbiano studiato”.
La pronuncia si pone nel solco delle precedenti decisioni del TAR Lombardia, già richiamate dalla FNOMCeO.
Il TAR ha inoltre confermato la propria giurisdizione e la legittimazione ad agire della FNOMCeO e degli Ordini di Campobasso e di Isernia, respingendo le eccezioni delle amministrazioni resistenti. I giudici hanno riconosciuto che la Federazione agisce a tutela di un interesse proprio e della categoria, legato alla salvaguardia dei professionisti e al corretto esercizio dell’arte medica. È proprio il potere-dovere degli Ordini di verificare l’adeguatezza della formazione e delle competenze dei propri iscritti a fondare la legittimazione a ricorrere e a ribadirne il ruolo di tutela.
“È riconosciuto ancora una volta – aggiunge Anelli – il valore del nostro compito istituzionale. Verificare l’adeguatezza della formazione e delle competenze significa tutelare i pazienti, i professionisti e la fiducia che sostiene la relazione di cura. È questa la responsabilità che guida l’azione della Federazione e degli Ordini”.
“Accogliamo con soddisfazione questa nuova pronuncia – commenta il Presidente della Commissione Albo Odontoiatri nazionale, Andrea Senna – che mette al centro la tutela della salute e conferma il ruolo della FNOMCeO e degli Ordini nel garantire il corretto esercizio professionale. È il principio che abbiamo richiamato dopo le sentenze del TAR Lombardia e che guida anche l’azione della CAO nazionale: la sicurezza dei pazienti richiede professionisti adeguatamente formati e competenze effettivamente verificate. Le deroghe alle procedure di riconoscimento dei titoli non possono tradursi in una rinuncia a queste garanzie, essenziali anche in ambito odontoiatrico”.
“Questa nuova sentenza – conclude Anelli – rafforza la richiesta di regole chiare e uniformi sul territorio nazionale, che assicurino verifiche sostanziali anche nei percorsi in deroga. Confermiamo la nostra disponibilità a collaborare con le istituzioni per valorizzare il contributo dei colleghi formati all’estero e garantire a tutti i cittadini cure sicure e di qualità”.
Ufficio Stampa FNOMCeO
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15 ottobre 2026
Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO
