L’intelligenza artificiale sta cambiando la sanità: il 54% dei professionisti già usa quella generativa per le diagnosi precoci e per ottimizzare i percorsi di cura, migliorando l’assistenza. Uno strumento dalle potenzialità enormi che, però, nasconde anche delle insidie: medici e odontoiatri devono conoscerlo e governarlo per non subirlo ed essere protagonisti attivi del processo di trasformazione.
Proprio per sostenere la formazione dei professionisti, dunque, l’OMCeO veneziano torna a organizzare un convegno sul tema dal titolo “Intelligenza artificiale in sanità: storia, aberrazioni, indicazioni” in programma sabato prossimo, 18 aprile 2026, al Centro Pastorale Cardinal Urbani di Zelarino, dopo quello di grande successo del 2 marzo 2024, salito alla ribalta nazionale per aver ottenuto il terzo posto nel premio Eccellenze dell’Informazione Scientifica.
Per l’occasione sbarcheranno in laguna anche Roberto Monaco e Pierluigi Vecchio, segretario e direttore generale della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini, e ha confermato la sua presenza Simone Venturini, assessore alla Programmazione Sanitaria del Comune di Venezia.
«L’intelligenza artificiale – spiegano Giovanni Leoni e Giuliano Nicolin, rispettivamente presidente dell’Ordine e della Commissione Albo Odontoiatri (CAO) lagunare, che ne curano la segreteria scientifica – non è più fantascienza: è entrata ormai nella vita quotidiana di ognuno di noi. Ed è entrata anche nella sanità dove le applicazioni sono diverse e potenzialmente utilissime. Sul fronte dell’appropriatezza, ad esempio, o per liberare i camici bianchi da attività ripetitive e burocratiche così da dedicare più tempo all’ascolto e alla cura. Ma, anche in futuro, non sostituirà il medico e l’odontoiatra in carne e ossa: da un lato l’interpretazione e l’esperienza clinica dei singoli professionisti avranno sempre un ruolo centrale, dall’altro restano protagonisti il lato umano, le doti di empatia e la relazione con il paziente».
Durante la mattinata di studi si traccerà un quadro dell’intelligenza artificiale, della sua storia ed evoluzione con Sergio Barbieri, direttore del dipartimento di Neuroscienze e Salute mentale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda del Politecnico di Milano, per affrontare poi i nuovi rischi e le aberrazioni, come le preoccupazioni sulla privacy e sulla protezione dei dati o il furto di identità a fini commerciali, con il risk manager Flaviano Antenucci e Letterio Saverio Costa, direttore tecnico capo della Polizia di Stato, operativo nel centro veneto per la sicurezza cibernetica della Polizia Postale.
Grazie poi alle competenze di colleghi dell’Ulss 3 Serenissima e dell’Ulss 4 Veneto Orientale ampio spazio verrà dedicato alle applicazioni già reali dell’intelligenza artificiale in diverse specialità mediche: l’impatto sulla cura dei pazienti cardiologici, ma anche sulla ricerca, il supporto nell’assistenza territoriale, per migliorare la gestione dei malati cronici utilizzando strumenti come la telemedicina, le possibilità digitali in odontoiatria e nella diagnostica avanzata, come la radiologia ad esempio.
«L’intelligenza artificiale – concludono il dottor Leoni e il dottor Nicolin – trasforma la diagnostica, la ricerca e l’efficienza operativa analizzando risonanze magnetiche, radiografie e TAC e rilevando precocemente tumori e lesioni. Supporta decisioni terapeutiche personalizzate, aumentando l’efficacia, e può automatizzare processi sotto il profilo organizzativo e amministrativo. L’IA può, insomma, semplificare il nostro lavoro. L’etica e la supervisione umana, però, resteranno fondamentali e necessarie anche in futuro: i decisori ultimi sono e saranno sempre il medico e l’odontoiatra».
Ufficio Stampa OMCeO Venezia
Autore: Redazione
