Che cosa significa oggi “fare il medico”? La professione è ancora vissuta come vocazione, passione, scelta etica? Quali motivazioni sostengono ogni giorno i medici nell’esercizio del proprio lavoro, dentro un Servizio sanitario nazionale attraversato da nuove sfide organizzative, tecnologiche e sociali? E come cambia il rapporto tra professione, vita privata, autonomia, responsabilità e relazione con i pazienti?
A queste domande risponderà il III Rapporto FNOMCeO-CENSIS, “Le motivazioni soggettive dei medici nell’esercizio della propria professione”, che sarà presentato a Roma, presso l’Accademia di San Luca, il prossimo 9 luglio, nell’ambito del Convegno nazionale “Il lavoro dei medici nell’Italia custodita dalla cura”, promosso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Sarà questa l’occasione per approfondire, insieme a rappresentanti delle Istituzioni, del mondo della sanità e della professione medica, una questione decisiva per il futuro del Paese: quali condizioni servono perché i medici possano continuare a curare bene, con autonomia, responsabilità e umanità?
Il Report indaga il modo in cui i medici italiani guardano oggi alla propria professione: le ragioni della scelta iniziale, le motivazioni che continuano ad alimentarla, il rapporto con i pazienti, il peso delle condizioni di lavoro, il tema dell’autonomia professionale, le barriere di genere, il ruolo dell’etica e le nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale.
“Abbiamo voluto realizzare questo studio – commenta Filippo Anelli, Presidente FNOMCeO – perché parlare del lavoro dei medici significa parlare della tenuta stessa del Servizio sanitario nazionale. Dietro ogni prestazione, ogni diagnosi, ogni decisione clinica, ci sono persone che mettono in gioco competenze, responsabilità, tempo, relazione, coscienza professionale. Capire che cosa motiva oggi i medici, che cosa li sostiene e che cosa rischia invece di allontanarli dalla professione è indispensabile se vogliamo costruire una sanità più giusta, più umana e più capace di rispondere ai bisogni dei cittadini”.
“Il medico – prosegue Anelli – non è soltanto un professionista con competenze tecniche. È il custode di una relazione di cura, di un patto di fiducia con la persona malata e con la comunità. Per questo abbiamo chiesto al Censis di aiutarci a leggere in profondità il rapporto tra medici e lavoro: non per guardare al passato con nostalgia, ma per costruire un’agenda nuova, capace di valorizzare il buon medico e di restituire centralità alla cura”.
Una sezione dell’indagine sarà poi dedicata al punto di vista dei pazienti: come vedono il loro medico? E come utilizzano le nuove fonti e tecnologie di informazione per le scelte che riguardano la salute? Si tratterà di un vero e proprio focus sulla relazione di cura ai tempi dell’Intelligenza artificiale.
L’appuntamento è per giovedì 9 luglio a partire dalle 10,30, presso l’Accademia di San Luca, Piazza Accademia di San Luca n.77, Roma.
La stampa è invitata. I signori Giornalisti e Operatori Audio-video sono invitati a partecipare, previo accredito presso l’Ufficio Stampa FNOMCeO (Michela Molinari, informazione@fnomceo.it).
L’evento sarà anche trasmesso in diretta streaming.
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1 luglio 2026
Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO
