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Quando la sanità fa notizia. Ordini dei medici: polizia in pronto soccorso e vigilantes sulle ambulanze

Anelli: “È vera emergenza, lo Stato trovi risorse per risposta forte”


Prevedere la presenza stabile di posti di pubblica sicurezza di Polizia nei Pronto soccorso (Ps) di maggiore affluenza e la presenza di vigilantes sulle ambulanze nelle aree di maggiore criticità come, ad esempio, la città di Napoli. A chiederlo, a fronte dell’escalation di aggressioni e violenze a danno del personale sanitario, è il presidente della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli: “Questa è diventata una vera emergenza – ha affermato all’ANSA – e lo Stato deve trovare le risorse economiche per attuare una risposta forte”.

Le parole di Anelli sono state subito riprese dai principali quotidiani on line (vedi, tra gli altri, Repubblica.it) e rilanciate poi in un servizio del Tg5 delle 20, ripreso in diverse edizioni del Tgcom24 (qui un articolo sul sito). Anche Radio 24 ha intervistato Anelli sul tema (sono disponibili le clip del primo e del secondo intervento del presidente) che è poi intervenuto in collegamento telefonico in apertura di Unomattina (Rai Uno).

Per prevenire gli episodi di violenza nei confronti di medici e operatori sanitari, ha sottolineato inoltre Anelli, sempre rivolto all’Ansa, “fondamentale è anche aumentare le condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro. Per questo, sarebbe opportuno trasferire tutte le postazioni di guardia medica territoriale in ambienti protetti e sicuri come, ad esempio, gli ospedali o le caserme di vigili urbani e carabinieri”. In questo modo, “i medici non rimarrebbero isolati e ciò sarebbe un deterrente”. Secondo Anelli, dunque, “più che prevedere la presenza dell’esercito, postazioni di Polizia nei Ps potrebbero essere un utile deterrente. Già un disegno di legge presentato dalla Lega in Parlamento – ha spiegato – prevedeva la presenza della Polizia nei presidi di Ps, raccogliendo consenso da più parti politiche. I ministri Speranza e Lamorgese potrebbero quindi ipotizzare una soluzione in tal senso”. Resta il problema della copertura economica: “Ci rendiamo conto del momento difficile per i bilanci pubblici – ha rilevato Anelli – ma la violenza e le aggressioni contro medici e sanitari è ormai diventata un’emergenza sul territorio e lo Stato non può permettere il protrarsi di una simile situazione. Salvaguardare gli operatori della Sanità è doveroso e lo Stato dovrà trovare i soldi per farlo”.
Riferendosi quindi al caso dell’ambulanza sequestrata da alcuni cittadini a Napoli, Anelli ha sottolineato come l’episodio “ovviamente da condannare, rivela anche un certo timore che le ambulanze non arrivino. Il punto – ha osservato – è che bisogna rassicurare la gente sulla certezza dei servizi di soccorso, ma su tutto pesa il lungo periodo di tagli che la Sanità ha subito”. Ed a pagarne le conseguenze è, soprattutto, il Sud: “Basti dire che, secondo gli ultimi dati Svimez – ha ricordato il presidente Fnomceo – la spesa pubblica a cittadino nelle regioni meridionali è inferiore di 4mila euro rispetto a quella delle regioni settentrionali. A tornare è, quindi, il tema della diseguaglianza nel Paese”. Per affrontare tutti questi temi, ha affermato, “chiediamo anche al ministro Speranza di riconvocare al più presto l’Osservatorio sulle violenze, per fare il punto sulla situazione e predisporre misure appropriate”. Insomma, “ci vogliono più mezzi, con un numero adeguato di ambulanze sul territorio, e più personale per il Sistema del 118”, ha sottolineato, rivolto sempre a Manuela Correra.
Da qui un richiamo anche alle Regioni: “Rispettino le leggi, facciano le dovute rilevazioni e – ha concluso Anelli – procedano alle assunzioni per gli operatori del 118”.

A cura dell’Ufficio Stampa Fnomceo

Autore: Redazione

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